| Da LA VOCE del 22 Settembre 2009 di Francesca Vergerio |
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Quando il mostro non c'è È da poco arrivato nelle librerie italiane “Presunto colpevole”, del criminologo Luca Steffenoni. Un libro-denuncia sulla malagiustizia nei casi di abusi su minori, che racconta alla gente l’altra verità dei casi di pedofilia, smascherando le false testimonianze e le incriminazioni infondate. Il caso dell’imprenditore di Guidonia, arrestato in Brasile per aver baciato la figlia sulla bocca, è il perfetto esempio per capire le dinamiche del libro. «Siamo alla psicosi - dichiara l’autore, in un’intervista – posso solo dire che su cinquemila denunce fatte ogni anno in Italia, sono meno di mille quelle che hanno un minimo di credibilità. E su queste, nell’85% dei casi si tratta di padri separati denunciati dalle ex mogli. Il sospetto è che più di una battaglia contro la pedofilia, ci siano in ballo vicende di vendette personali». Un sistema di giustizia malato, quello raccontato da Steffenoni, dove «se da una parte c’è la psicosi, dall’altra c’è il silenzio. Nelle scuole, ad esempio, spesso gli insegnanti preferiscono tacere per paura di mandare nelle pesti una persona di cui anno solo il sospetto». Un esempio è citato a pagina 207 del libro, tratto dalla lettera di due fratelli di diciassette e diciannove anni alla Corte di Cassazione: «Abbiamo dichiarato il falso in età molto giovane»; anni prima avevano denunciato il padre per abusi. Francesca Vergerio |


