| Da Il Mangialibri del 2 settembre 2011 |
Recensione a "Nera - Come la cornaca cambia i delitti"di Mario Sellitri
Negli ultimi anni ci siamo trovati di fronte a un’escalation di violenza e delitti efferati senza precedenti. Da Erika e Omar all’omicidio del piccolo Samuele a Cogne, fino all’orrore di Avetrana con l’uccisione di Sarah Scazzi o al caso di Yara. Ma a pensarci bene questo fenomeno rappresenta una vera e propria costante nella vita sociale italiana. Per averne riprova basti pensare ai killer e occultatori di cadaveri di inizio secolo, al mostro di Firenze, o, più di recente, al caso di via Poma con l’omicidio di Simonetta Cesaroni o all’uccisione di Marta Russo all'università La Sapienza. In tutto questo di parziale costruzione della realtà, la stampa e l’informazione che ruolo hanno? Perché tutti noi come pubblico siamo attratti sempre da un certo tipo di notizie rispetto ad altre? È innegabile che soprattutto la cronaca nera detti la nostra agenda dell'informazione quotidiana, proponendoci sempre gli stessi argomenti, confezionati abilmente, tutti secondo lo stesso canovaccio. Sempre più infatti i fatti veri e propri vengono sostituiti dal racconto inventato o artefatto di quanto realmente accaduto, per creare sempre più audience attorno all’evento. Contribuisce allo scopo in maniera importante l’utilizzo spregiudicato di opinionisti di vario genere. Alcuni esempi concreti di quanto appena descritto: il Tg1 è arrivato a sfiorare la proporzione di 20 a 1 rispetto alla sua controparte tedesca in termini di diffusione di notizie di fatti di sangue, il caso di Cogne del 2002 ha coperto addirittura il 3% del palinsesto globale dell’informazione per un lungo periodo. In questo modo la realtà viene creata a tavolino nelle televisioni così come sulle pagine dei giornali e quando il crimine diventa puro spettacolo, questo elemento può perfino arrivare a condizionare gli eventi giudiziari legati ai fatti di sangue, come spesso è già accaduto...
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