| Da Libero del 3 aprile 2010 di Lucia Esposito |
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Obiettivo: verificare se la Chiesa è diffamata STOP ALLA PEDOFILIA-SPETTACOLO IL GOVERNO INDAGA SUL PM ANTI-PRETI di Lucia Esposito
«Verificare se siano stati violati i doveri di correttezza, equilibrio e riserbo che devono essere particolarmente osservati in procedimenti delicati come quelli per pedofilia». Per questo il ministro della giustizia Angelino Alfano ha incaricato gli ispettori di via Arenula di indagare sull’intervista che il procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno, capo del pool stupri e molestie, ha rilasciato giovedì al Giornale. Dichiarazioni molto forti in cui il magistrato parla della pedofilia dei preti e, soprattutto, accusa le gerarchie ecclesiastiche di coprire i sacerdoti responsabili di gravi fatti di pedofilia. Ha detto: «In tanti anni in cui ho trattato l’argomento non è mai arrivata una sola denuncia né da parte di vescovi, né da parte di singoli preti, e questo è un po’ strano».
Gli 007 del guardasigilli non arriveranno fisicamente a Milano, ma indagheranno anche sull’eventuale carattere diffamatorio delle parole di Forno attraverso la procura generale della Corte d’Appello di Milano che chiederà al procuratore se riconosce come proprie le dichiarazioni del Giornale e se le conferma. Non è escluso che in un secondo momento gli ispettori decidano di ascoltare Forno per decidere se il suo comportamento è sanzionabile. L’ispezione partirà dopo le vacanze di Pasqua, molto prbabilmente martedì, nel frattempo la Curia di Milano ha precisato di non aver in nessun modo coperto i presunti abusi o ostacolato le indagini..
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Il criminologo Luca Steffenoni, autore del libro “Presunto colpevole” afferma che non si possono negare dei casi di pedofilia tra i preti, ma, non esiste un’emergenza. Secondo lui la colpa della Chiesa è quella di «non voler andare a vedere caso per caso. E oggi paga la sua assenza nel dibattito sui falsi abusi che stanno corrompendo la lotta alla pedofilia». Incrociando i dati del Ministero dell’Interno e quelli di Telefono Azzurro, il criminologo ha dimostrato come la maggior parte delle denunce per pedofilia si riveli poi infondata. «In media ogni anno vengono presentate 5mila denunce. Di queste 4mila vengono archiviate per insussistenza degli elementi probatori, i rimanenti mille casi finiscono davanti al gip. Per 150 di questi il procedimento viene archiviato, gli altri 850 vanno avanti (di questi l’80% sono denunce di ex mogli contro padri separati) ».
In Sicilia vive un prete che che ha fatto della pedofilia la sua missione: si chiama don Fortunato di Noto e prima di commentare l’intervista di Forno premette: «La pedofilia nella Chiesa è un fenomeno che esiste, che c’è e nessuno può dire che non è così. Tuttavia ho la sensazione che ci sia un attacco strumentale contro il clero. Per quanto riguarda Pietro Forno, se un magistrato dice cose così gravi, deve chiarire, deve dirci il numero esatto di sacerdoti coinvolti in inchieste giudiziarie e, per correttezza, anche come sono finite queste vicende. Magari una condanna di primo grado diventa un’assoluzione in secondo».
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