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28.6.2011 Ricevo da San Paolo edizioni: Non so se questo è l'indirizzo giusto per congratularmi con voi di San Paolo per la pubblicazione del recente NERA di Luca Steffenoni. Una scelta coraggiosa che mi ha appassionato. Non pensavo si potesse scrivere di argomenti così attuali e scottanti con tanta grazia e perizia. Steffenoni analizza la deriva mass mediatica in atto sull'argomento della cronaca nera ponendo al centro della sua analisi l'uomo e dimostrando una sensibilità sconosciuta a molti degli "esperti" che affollano le tv e i giornali. Con una scrittura e una capacità d'analisi estremamente moderna, porta il lettore a porsi delle domande di natura etica e ci aiuta a conoscere il "dietro le quinte" del delitto e dell'informazione. Magari qualche lettore un po' tradizionalista criticherà questa Vostra scelta, ma io penso sia un gran libro che mi ha fatto riflettere e mi ha dato molto, rappacificandomi con la categoria degli intellettuali laici. Fossero tutti così.... Congratulazioni Chiara De Maria |
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10.6.2011 Illustrissimo Steffenoni sono un vecchio cronista di nera che ha dedicato trentanni a questa difficile professione. Ho visto passare editori, giornalisti, redattori, funzionari e ho vissuto dall'interno tante delle vicende che lei narra così bene in "Nera". Oggi ho terminato il suo splendido libro che mi ha fatto riflettere sul senso del mio lavoro e sui tanti errori inevitabilmente commessi. Ha proprio ragione, la cronaca è nulla se non ci facciamo guidare dalla voglia di conoscere l'uomo, sia questo vittima o carnefice. A volte, presi dalla velocità della notizia, perdiamo di vista l'obiettivo primario. In questi anni ho letto un'infinità di libri sulla cronaca nera e sulla storia del delitto e mi faccia dire che il suo Nera. Come la cronaca cambia i delitti, occupa il primo posto della mia libreria. La sua capacità di unire profonde riflessioni, storia del costume e pura narrazione la fa rientrare tra i grandi di questo genere. Attendo con piacere l'occasione di venire a Milano per conoscerla direttamente, nel frattempo le invio i più sentiti complimenti e spero di vederla più spesso in tv. Giovanni Saibene. Roma |
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Carissimo Dottor Steffenoni, oggi ho acquistato Panorama e con grande piacere ho visto come le tesi per le quali si batte nel suo libro siano diventate oggetto di un'inchiesta sui bambini rapiti dallo Stato Italiano in nome di un business schifoso e ignobile. Sono sicura che se non ci fosse stato il suo libro di questo problema non se ne sarebbe mai parlato e dunque le mando un grazie a nome di tutte le famiglie che vivono questo dramma. Io sono nonna di una rapita, non vediamo più la nostra piccola da un anno e nemmeno sappiamo dve l'hanno portata. La motivazione? Una litigata tra mio figlio e la moglie, esattamente come dice lei nell'intervista. Sono arrivate le SS, ipocritamente chiamati servizi sociali e l'hanno portata via. I ragazzi si sono rappacificati, hanno implorato che fosse loro restituita la bambina, ma niente da fare. Dopo un anno non sono nemmeno stati interrogati una volta. Farò di tutto per parlare del suo libro e lo regalerò a Natale ad ogni conoscente. Devo però lamentarmi che al sud facciamo fatica a trovarlo in libreria. Può fare qualche cosa? Annalaura Capuozzo. Palermo |
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Gentile Signor Steffenoni, ho avuto modo di ascoltarla in una trasmissione televisiva e mi sono appassionata al tema. Apprezzo molto come lei sappia parlare di cosa complesse e delicate con semplicità e non abbia l'aria saccente di tanti suoi colleghi scrittori. Presunto colpevole è un ottimo libro e lo sto consigliando a tutti. Sono un'insegnante e penso che per la mia categoria dovrebbe essere quasi obbligatorio. Lei ha colto, con rara sensibilità, lo stato d'animo di un'intera fetta della società. Bravissimo. Antonella Siracusa |
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La verità è che tra lobby dei magistrati, lobby degli assistenti sociali, lobby delle associazioni antipedofilia, lobby degli avvocati e lobby degli psicologi dei bambini non frega niente a nessuno. Grazie per aver scoperchiato il vaso di Pandora, ma temo che l'Italia non sia pronta per fare un pò di pulizia. Saverio Bucalossi. Milano |
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Egregio Steffenoni sono una delle persone che si riconoscono nelle vicissitudini narrate in Presunto Colpevole. Lei scrive nella prefazione che tale libro ha come motivazione non solo l'informazione e l'inchiesta, ma anche il restituire dignità a chi è stato stritolato dal meccanismo giudiziario per risultare, con anni di ritardo, del tutto innocente. Lo Stato non mi ha mai risarcito del danno, ne mai si è posto il problema della dignità. Doveva arrivare uno scrittore come lei per farlo. A nome dei miei figli, dunque, le invio un sincero grazie. Ciò che ha fatto scrivendo questo libro esula dal semplice valore dello scritto (tra l'altro bellissimo) per entrare nella letteratura civile. Di questo le sarò sempre debitore e farò di tutto per diffondere Presunto colpevole. La prego, ci delizi ancora con i suoi scritti. Angelo. L.
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Bravo all'autore. Un libro coraggioso che esce dalla melassa del politically correct e dice qualche cosa di utile. Personalmente vedo tutti i giorni gli interessi economici di chi specula sulla pelle dei bambini. E' uno schifo e deve finire. Spero tanto che Presunto colpevole abbia successo e le auguro di cuore un futuro pieno di riconoscimenti. Giovanni Raimondo
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Egregio dott. Luca Steffenoni le invio i più sentiti complimenti per il suo libro Presunto colpevole. Sono un docente universitario dell'Università di Bari e le confesso una certa invidia per la sua capacità divulgativa, so quanto è difficile scrivere di argomenti complessi in modo così brillante come ha saputo fare lei. Ho letto con attenzione le ottime recensioni da parte della stampa riportate sul suo sito e vorrei comunicarle il mio disagio da uomo di sinistra da sempre impegnato in politica. Trovo molto grave che tutti o quasi i giornali di destra abbiano dato ampio risalto al suo libro mentre Repubblica e l'Unità brillano per la loro assenza. Francamente inizio a pensare che ciò non sia casuale. Libero, Il Giornale, perfino il Secolo d'Italia lodano più che giustamente Presunto colpevole, nonostante al suo interno si critichi ampiamente la politica della destra fatta a colpi di emergenze e nonostante la casa editrice Chiarelettere non sia certo simpatizzante dell'attuale governo. Siamo ormai di fronte, lo dico con molto rammarico, alla deriva della sinistra sui temi dei diritti civili, un silenzio assordante fatto di populismo e luoghi comuni. Purtroppo temo non si tratti nemmeno di giustizialismo, ma proprio di inettitudine. Siamo messi male caro Steffenoni. Nicola Staggia. Bari |
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Grazie, grazie, grazie per aver dedicato del tempo e delle energie al "dramma dei padri separati" e delle madri stesse. Oltre ad essere un grande scrittore, lei è una persona di rara sensibilità e raro coraggio. In questi tempi due doti che non si trovano facilmente. Le auguro il massimo del successo e cercherò di consigliare il suo libro a più persone possibili. Giorgio D. Roma |
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Sono una delle persone coinvolte nella vicenda da lei così ben descritta in Presunto colpevole. La tragedia che ha ucciso il povero Don Govone, ma anche tante persone come me, vive nel fisico,ma morte nell'anima. Già altri hanno scritto qualche cosa sul massacro di Finale, ma nessuno ha saputo usare le sue parole così chiare e profonde. Il mondo cattolico che non ha saputo o voluto salvare Don Govone, dovrebbe dedicare al suo libro un monumento. I vili che trincerandosi dietro la paura non hanno speso una riga di inchiostro spero abbiano almeno il coraggio di citare Presunto colpevole tra le migliori opere di letteratura cvile che siano mai state scritte nel nostro disastrato Paese. A nome di tante vittime dell'ingiustizia, mi levo il cappello di fronte alla sua professionalità e nobiltà d'animo. Mi scusi l'anonimato, ma sono certo che capirà. Anonimo |
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Veramente interessante la lettura di "Presunto Colpevole" un libro che mi ha illuminato su tanti aspetti che non conoscevo. Raccomandato a chiunque abbia bambini, o abbia comunque a che fare con i minori. Sinceri compilmenti. Roberto Santalmassi, Bologna |
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